Risorsa gratuita · Logistica di magazzino

Costruire un piano di indirizzamento di magazzino
che non si rompa

Corsie, campate, livelli, posizioni: il metodo per nominare ogni ubicazione del vostro magazzino, tenendo conto del peso e dell'ingombro dei prodotti. Con un generatore che produce la nomenclatura completa e la esporta in CSV.

Dal principiante al professionista Generatore incluso Esportazione CSV e versione stampabile

La guida si stampa senza la navigazione né i pulsanti.

A cosa serve un indirizzo di ubicazione

Un indirizzo di magazzino è una coordinata: descrive un punto nello spazio, mai ciò che vi si trova. Costruito bene, si legge, si ordina e si scansiona per anni senza mai essere modificato.

Senza indirizzamento, la collocazione di un articolo vive nella testa dei più anziani. Il nuovo arrivato cerca, l'interinale chiama, il sostituto del venerdì sbaglia corsia. Gli spostamenti e la ricerca sono le voci più pesanti nell'allestimento degli ordini, e sono esattamente le due che un buon indirizzamento riduce.

L'indirizzamento è inoltre la base di tutto il resto. Un inventario rotativo presuppone di poter contare zona per zona. Un prelievo FIFO o FEFO presuppone di sapere quale lotto sta davanti. La tracciabilità presuppone di poter dire dove si trovava la merce. Nessuno di questi tre cantieri regge senza ubicazioni nominate.

La prova di una sola domanda

Prendete un articolo a caso e chiedete a qualcuno che ieri non c'era di andarlo a prendere, senza aiuto. Se ci riesce al primo colpo, il vostro indirizzamento funziona. Altrimenti, questa guida è per voi.

I sette livelli di un indirizzo

Dal più ampio al più fine. Non vi servono tutti e sette: tenete solo quelli che determinano davvero una decisione.

L'ordine è sempre lo stesso, dal contenitore più grande al più piccolo: sito, zona, corsia, campata, livello, posizione, profondità.

Segmento Codifica abituale Che cosa indica e l'errore da evitare
Sito LYO, ST1 L'edificio o l'unità produttiva. Vale la pena codificarlo solo se avete davvero più siti e gli indirizzi circolano tra di essi. Errore classico: aggiungerlo « per sicurezza » e allungare tutte le etichette per nulla.
Zona PIC, RES, FRE Una sottoarea funzionale: picking, riserva, refrigerato, quarantena, banchina. È il segmento che porta i vincoli (temperatura, sicurezza, merci pericolose). Errore classico: confondere zona funzionale e famiglia di prodotti.
Corsia A, B, C oppure 01, 02 Il corridoio di circolazione, non la scaffalatura. Una corsia serve due fronti di scaffalatura, uno per lato. Errore classico: nominare le scaffalature invece delle corsie, il che raddoppia il numero di identificativi da ricordare.
Campata da 01 a 60 La sezione di scaffalatura compresa tra due spalle, lungo la corsia. È l'unità di spostamento: si avanza di campata in campata. Errore classico: numerarla senza tenere conto del senso di circolazione.
Livello A, B, C, D L'altezza, dal suolo verso l'alto. Si codifica con lettere per non confonderlo con la campata, che è numerica. Errore classico: partire dall'alto verso il basso, il che rende controintuitiva la lettura di qualsiasi layout.
Posizione 1, 2, 3 Il vano ospita spesso due o tre unità di carico affiancate: la posizione dice quale. Indispensabile appena si vuole il FIFO a livello di collo o la precisione di lotto. Errore classico: ometterla e scoprire poi che nessuno sa quale pallet prendere.
Profondità 1, 2 Riservata alle scaffalature a doppia profondità, drive-in o per accumulo: il carico davanti e quello dietro. Errore classico: usarla su scaffalature a singola profondità, dove non significa nulla.

Uno schema a tre segmenti tenuto bene vale più di uno a sette segmenti approssimativo. Iniziate corto e aggiungete un segmento il giorno in cui la sua assenza vi costa qualcosa davvero.

Le 8 regole d'oro della nomenclatura

Ognuna di queste regole nasce da un errore che si paga con una rietichettatura completa. Prima non costano nulla, dopo costano tutto.

1

Sempre la stessa lunghezza, zeri iniziali compresi

Scrivete 01 e non 1. Una numerazione a lunghezza variabile è la prima causa di un percorso di prelievo incoerente.

Da fare

A-01-B · A-02-B · A-10-B

Da evitare

A-1-B · A-2-B · A-10-B

Perché — L'ordinamento è alfanumerico, carattere per carattere: « A-10 » viene prima di « A-2 » perché « 1 » precede « 2 ». Il vostro addetto torna allora all'altro capo della corsia, a ogni ordine.

2

Un solo separatore, o nessuno

Scegliete il trattino e non cambiatelo più. Se tutte le lunghezze sono fisse potete anche farne a meno. Ma mai uno spazio.

Da fare

A-01-B-1 oppure A01B1

Da evitare

A 01/B.1

Perché — Uno spazio rompe le importazioni CSV, i codici a barre e gli URL. E ogni variante crea un duplicato invisibile: « A-01-B » e « A 01 B » sono due ubicazioni diverse per la macchina e una sola per voi.

3

Bandite i caratteri ambigui

Escludete I, O e Q dalle vostre lettere. Su un'etichetta consumata o letta da lontano diventano 1 e 0. Attenzione anche alle coppie S/5, B/8 e Z/2.

Da fare

Livelli A, B, C, D, E, F, G, H, J, K

Da evitare

Livelli A, B, C… I, O, Q

Perché — Un carrellista che legge « O-01 » invece di « 0-01 » prende dal posto sbagliato, e lo scostamento emerge solo all'inventario successivo.

4

Maiuscole, senza accenti, senza caratteri speciali

Un indirizzo deve attraversare senza danni un codice a barre, un file CSV, un URL e una e-mail.

Da fare

RES-A-01-B

Da evitare

Riserva n.1 – Livello È

Perché — I set di caratteri Code 39 e Code 128 non codificano gli accenti, e un'importazione CSV mal codificata li rovina. Il problema emerge il giorno in cui cambiate strumento.

5

L'indirizzo descrive la posizione, mai il contenuto

Non nominate mai un'ubicazione in base al prodotto, alla famiglia o al fornitore che la occupa oggi.

Da fare

A-04-C-2

Da evitare

VITI-M8 · SCAFFALE-ROSSI

Perché — Il prodotto si sposterà, il fornitore verrà sostituito, la famiglia riorganizzata. L'indirizzo deve sopravvivere a tutto questo. Un indirizzo che parla del contenuto è un indirizzo da rietichettare.

6

Restate sotto una dozzina di caratteri

Ogni carattere allarga il codice a barre e riduce la dimensione del carattere che resta leggibile a distanza.

Da fare

A-02-C-1 — 8 caratteri

Da evitare

SITO1-ZONA-RISERVA-CORSIA02-CAMP05-LIV3 — 39 caratteri

Perché — Un codice a barre Code 128 si allunga con il numero di caratteri codificati. Su un'etichetta di vano letta a diversi metri da un carrello, la lunghezza diventa una vera causa di errore di lettura.

7

Numerate nel senso di circolazione

Dispari da un lato, pari dall'altro, come i numeri civici. E proseguite la numerazione nel senso del percorso invece di ripartire da 01 senza logica.

Da fare

Campate 01, 03, 05 a sinistra · 02, 04, 06 a destra

Da evitare

Numerazione che riparte da 01 in ogni corsia, contro il senso del percorso

Perché — Il percorso di prelievo si costruisce ordinando le righe per indirizzo. Se l'ordine degli indirizzi non segue il cammino reale, ogni ordine impone andate e ritorni che nessuno può recuperare.

8

Riservate spazio per domani

Lasciate numeri liberi in fondo a ogni corsia e tenete almeno una lettera di zona non utilizzata.

Da fare

Corsie A, B, C in servizio · D ed E riservate all'ampliamento

Da evitare

Tutte le lettere consumate, e la nuova corsia si chiama A-BIS

Perché — Una nomenclatura satura genera rattoppi — « A-BIS », « 01A », « 2.1 » — che rompono l'ordinamento e impongono un'eccezione in ognuna delle vostre esportazioni. Rinominare un magazzino significa rietichettare, reimportare e rifare l'inventario.

Tre formati, da scegliere in base al magazzino

Non esiste un formato universale. Esiste un formato proporzionato a ciò che dovete davvero decidere.

Codificate un segmento solo se cambia una decisione. Se avete un solo sito, non mettete il sito nell'indirizzo: il vostro strumento sa già dove si trova.

Corto

Struttura

CORSIA-CAMPATA-LIVELLO

A-01-B

Alcune centinaia di ubicazioni, un solo magazzino

+ Corto, memorizzabile, dettato al telefono senza errori, etichetta molto leggibile.

− Non distingue due carichi nello stesso vano né due zone.

Quando sceglierlo: Microimpresa, officina, deposito di negozio, magazzino con una sola zona.

Standard

Struttura

CORSIA-CAMPATA-LIVELLO-POSIZIONE

A-02-C-1

Diverse migliaia di ubicazioni

+ Indica un carico preciso: sufficiente per il picking a collo e per un tracciamento di lotto serio.

− Un segmento in più da inserire, etichettare e controllare.

Quando sceglierlo: PMI i cui vani ospitano due o tre carichi affiancati.

Completo

Struttura

SITO-ZONA-CORSIA-CAMPATA-LIVELLO-POSIZIONE

LYO-PIC-A02-05-C-1

Multisito e multizona, senza limite pratico

+ Un indirizzo è univoco in tutta l'azienda, anche da un magazzino all'altro.

− Lungo: ogni segmento inutile si paga su ogni etichetta e a ogni inserimento.

Quando sceglierlo: Più siti, zone a temperatura controllata, separazione rigorosa picking / riserva.

Nel dubbio, prendete il formato standard. Copre la grande maggioranza dei magazzini delle PMI e lascia spazio al resto: la zona può stare nell'anagrafica dell'ubicazione invece che nell'indirizzo.

Peso e dimensionamento: ciò che decide l'altezza

L'indirizzo non dice soltanto dove. Il livello dice a quale altezza, e quindi con quale mezzo e quale sforzo.

Il peso decide l'altezza, l'ingombro decide la larghezza del vano. I pesanti in basso, i più richiesti all'altezza della mano, i leggeri in alto.

I pesanti in basso, i più richiesti all'altezza della mano

È la regola più redditizia di tutto il piano di indirizzamento, e non costa nulla: basta deciderla prima di etichettare.

Livelli alti — articoli leggeri e a bassa rotazione, oppure pallet completo di riserva ripreso col carrello. Mai prelievo manuale frequente in quota.

Livelli intermedi — la zona di presa comoda, tra metà coscia e spalla. È qui che vanno gli articoli più richiesti: senza accovacciarsi e senza braccia sopra le spalle.

Livello a terra — carichi pesanti, ingombranti e ad alta rotazione. Si prelevano senza mezzi di sollevamento e limitando lo sforzo.

I valori di riferimento per la movimentazione dei carichi

Norma francese NF X35-109 (basata su una raccomandazione della CNAMTS): 15 kg è il valore accettabile per il maggior numero di lavoratori, 25 kg il valore massimo ammissibile a determinate condizioni, con un tonnellaggio cumulato limitato a 7,5 tonnellate per persona su 8 ore. Dalla revisione del 2009 questa soglia non distingue più tra uomini e donne.

Codice del lavoro francese, articolo R4541-9 (vincolante): oltre i 55 kg il trasporto abituale di un carico è consentito solo se il lavoratore è stato dichiarato idoneo dal medico del lavoro, e mai oltre i 105 kg. L'articolo fissa inoltre limiti distinti per genere.

Questi sono valori di riferimento francesi per la movimentazione manuale. In Italia si applicano il D.Lgs. 81/2008 (Titolo VI) e la serie di norme ISO 11228 / EN 1005-2, con i valori di riferimento della metodologia NIOSH — verificate le regole applicabili al vostro caso. In ogni caso non sostituiscono la vostra valutazione dei rischi. Prima di fissare un piano di indirizzamento su criteri di peso, fatelo rivedere dal vostro responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

Dimensionare il vano in base al carico, non il contrario

Un vano troppo giusto blocca la movimentazione, un vano troppo largo spreca volume pagato. Le due formule seguenti coprono quasi tutti i casi.

Altezza del vano

altezza del vano = altezza del carico + 100 mm di gioco di sicurezza + altezza del traverso
→ poi arrotondare al passo di foratura della spalla (75 mm)

Il gioco verticale tra la sommità del carico e il traverso superiore deve restare almeno di 75 mm: è ciò che permette di inserire ed estrarre il pallet senza urtare.

Larghezza interna della campata

larghezza interna = somma delle larghezze dei carichi
                  + 100 mm tra due carichi adiacenti
                  + 75 mm per lato contro i montanti

Esempio svolto

2 pallet europei affiancati, presi sul lato da 800 mm:
800 + 800 + 100 + 75 + 75 = 1.850 mm di larghezza interna

I formati da conoscere

EUR / EPAL 800 × 1.200 mm · mezzo pallet 600 × 800 mm · pallet ISO 1.000 × 1.200 mm. Il lato di presa, 800 o 1.200, cambia la profondità del vano: decidetelo prima di disegnare il layout, perché condiziona anche la larghezza di corsia che i vostri mezzi richiedono.

La portata ammissibile non è negoziabile

Un piano di indirizzamento che mette i pesanti in basso non esime dal verificare ciò che ogni vano e ogni spalla accettano realmente.

La targa di portata

La norma europea EN 15635 disciplina il contenuto della targa di portata: caratteristiche geometriche della scaffalatura e carichi massimi da non superare a ogni livello di stoccaggio. Senza una targa leggibile, nessuno in magazzino sa cosa il vano possa accettare — e a nessuno si può rimproverare.

I tre livelli di controllo previsti

1

Segnalazione immediata di qualsiasi urto, deformazione o anomalia rilevata.

2

Controllo visivo settimanale a cura dell'esercente.

3

Ispezione da parte di una persona tecnicamente competente almeno ogni 12 mesi, formalizzata in un rapporto scritto e in un piano d'azione con priorità.

Due o tre tipi di vano, non uno solo

Non dimensionate tutti i vani allo stesso modo. Due o tre tipi — piccolo, medio, grande — che coprano la maggior parte degli articoli costano meno di una scaffalatura uniforme in cui gran parte del volume resta vuota. Il tipo di vano va però codificato nell'anagrafica dell'ubicazione, non nel suo indirizzo: il tipo può cambiare, l'indirizzo no.

Cosa va dove: incrociare rotazione e peso

L'indirizzamento fornisce le coordinate. Lo slotting decide chi va dove.

La classificazione ABC dice a quale distanza dalla banchina collocare un articolo; peso e ingombro dicono a quale altezza. Servono entrambi.

La classificazione ABC in tre righe

Classe A — la minoranza di articoli che genera la maggioranza dei prelievi: il più vicino possibile alla zona di spedizione e all'altezza di presa.

Classe B — rotazione media: seconda corona, livelli ancora raggiungibili a mano.

Classe C — rotazione bassa: fondo corsia e livelli alti. Si accetta di andarci raramente e con un mezzo.

La matrice a doppia entrata

Incrociate la classe di rotazione con la classe di peso o di volume: la casella vi indica direttamente l'ubicazione da puntare.

Rotazione Peso / volume Ubicazione da puntare
A Pesante o ingombrante Livello a terra, prime campate dopo la banchina
A Medio Livello intermedio, zona di presa comoda
A Leggero e piccolo Livello intermedio, in cassette o scaffalatura dinamica
B Pesante Livello a terra, seconda zona
B o C Da medio a leggero Livelli alti, corsie secondarie
C Pallet completo Riserva in quota, ripresa col carrello

Per andare oltre: l'indice COI

Classificate gli articoli per indice COI (cube per order index): il volume occupato diviso il numero di prelievi. Gli indici più bassi — poco spazio consumato, molti prelievi — meritano le migliori ubicazioni. È più equo di un ABC puro, che ignora lo spazio occupato: un articolo che esce spesso ma impegna tre vani non merita necessariamente la prima fila.

I vincoli che vengono prima dell'ottimizzazione

Nessuno di questi vincoli si baratta con un guadagno di produttività. Risolveteli prima e ottimizzate poi in ciò che resta.

Incompatibilità di prodotto: alimentare e chimico separati, merci pericolose (ADR) in zona dedicata con bacino di contenimento.

Temperatura controllata: ambiente, refrigerato, congelato. Qui comanda la zona, non la rotazione.

Date di scadenza e di consumo preferibile: un prelievo FEFO richiede di sapere quale lotto sta davanti, quindi di indirizzare alla posizione e non solo al vano.

Valore e sicurezza: articoli sensibili in zona chiusa, qualunque sia la loro classe ABC.

Divieto di sovrapposizione o carico fragile: il vincolo impone il livello, l'ottimizzazione viene dopo.

Accessi di emergenza: non ostruite mai un accesso dei vigili del fuoco, un'uscita o un comando di spegnimento per guadagnare ubicazioni.

Indirizzamento fisso o caotico

La domanda arriva sempre nel momento di fissare il piano. Ecco ciò che serve per decidere.

L'indirizzamento fisso assegna un posto definitivo a ogni articolo. L'indirizzamento caotico lascia che il sistema collochi il carico dove c'è spazio, e ne memorizza la posizione.

Fisso

Ogni articolo ha la sua ubicazione, sempre la stessa.

+ Un operatore trova un prodotto senza guardare uno schermo, la formazione è immediata e un guasto informatico non blocca l'allestimento.

− Ogni articolo congela il suo posto anche a giacenza zero: il tasso di riempimento raggiunge un tetto e l'arrivo di un nuovo articolo obbliga a riorganizzare.

Caotico

Il sistema assegna l'ubicazione libera più pertinente al momento dello stoccaggio.

+ Il volume è sfruttato molto meglio, un nuovo articolo entra senza riorganizzazioni e i picchi stagionali si assorbono da soli.

− Tutto poggia sull'esattezza dell'ubicazione registrata: non è più possibile prelevare a memoria, e uno scostamento di giacenza diventa molto costoso da ritrovare.

La regola semplice

Iniziate con l'indirizzamento fisso nella zona di picking — ciò che si maneggia ogni giorno deve restare memorizzabile — e passate al caotico nella riserva, dove è comunque il sistema a guidare. Passate al caotico completo solo il giorno in cui ogni movimento viene registrato davvero nel momento in cui accade, e non a memoria la sera.

Generatore di piano di indirizzamento

Indicate la struttura del vostro magazzino: il generatore produce la nomenclatura completa, l'anteprima della scaffalatura e il file da importare.

Tutto viene calcolato nel vostro browser: nessun dato viene inviato e nulla viene salvato. I controlli di nomenclatura delle regole precedenti sono applicati automaticamente e segnalati.

Struttura del magazzino

Da 2 a 4 lettere, per esempio PIC per il picking o RES per la riserva. Lasciate vuoto se avete una sola zona.

Numero di carichi affiancati in un vano. Indicate 1 se avete un solo carico per livello.

2 cifre bastano fino a 99 campate. Non scendete mai a 1: l'ordinamento si rompe.

« Dispari a sinistra, pari a destra » numera i due fronti della corsia, come i numeri civici: il numero di ubicazioni raddoppia, poiché una corsia serve effettivamente due fronti di scaffalatura. La serpentina numera in continuo da una corsia all'altra alternando il senso, così che l'ordinamento per indirizzo segua il percorso reale dell'addetto.

Controlli di nomenclatura

Nessuna anomalia rilevata in questa nomenclatura.

Risultato

480
Ubicazioni generate
8 caratteri
Lunghezza di un indirizzo
A-01-A-1
Esempio di indirizzo
Prospetto di una campata: livelli e posizioniSchema frontale di una campata di scaffalatura che mostra ogni livello e ogni posizione, con l'indirizzo corrispondente e un codice colore ergonomico.DA-02-D-1A-02-D-2A-02-D-3CA-02-C-1A-02-C-2A-02-C-3BA-02-B-1A-02-B-2A-02-B-3AA-02-A-1A-02-A-2A-02-A-3Corsia A · Campata 02
Vista frontale di una campata — ogni casella porta il suo indirizzo completo.
Codice colore: Terra: pesante e ingombrante Altezza della mano: alta rotazione Quota: leggero, bassa rotazione

Anteprima dell'elenco

Primi indirizzi

A-01-A-1
A-01-A-2
A-01-A-3
A-01-B-1
A-01-B-2
A-01-B-3
A-01-C-1
A-01-C-2
A-01-C-3
A-01-D-1
A-01-D-2
A-01-D-3

Ultimi indirizzi

D-10-C-1
D-10-C-2
D-10-C-3
D-10-D-1
D-10-D-2
D-10-D-3

Elenco troncato a schermo: l'esportazione CSV contiene tutti gli indirizzi.

Il file si apre direttamente in Excel o LibreOffice, e la colonna Indirizzo può essere ripresa così com'è come ubicazione nel vostro strumento di gestione delle giacenze.

Le 8 trappole che costano una rietichettatura completa

Tutte osservate sul campo. Nessuna si ripara senza tornare a percorrere le corsie.

1

Numerare senza zero iniziale

L'ordinamento si rompe alla decima campata e il percorso di prelievo diventa incoerente. È la trappola più frequente e la più costosa, perché si vede solo quando tutto è già etichettato.

2

Rinominare dopo aver etichettato

Cambiare una nomenclatura a metà strada significa ristampare tutte le etichette, riassegnare tutte le giacenze e convivere per settimane con due sistemi in parallelo. Fissate il formato su un foglio, fatelo rileggere e solo allora stampate.

3

Indirizzi che parlano del contenuto

« ZONA-VITI », « SCAFFALE-ROSSI », « PALLET-PROMO »: appena il prodotto si sposta o il fornitore cambia, l'indirizzo mente. E un indirizzo che mente è più pericoloso di un indirizzo assente.

4

Una gerarchia troppo profonda

Sei o sette segmenti per un magazzino con una sola zona: l'etichetta diventa illeggibile, l'inserimento interminabile, e nessuno detta l'indirizzo correttamente al telefono. Ogni segmento deve determinare una decisione.

5

Un unico tipo di vano

Una scaffalatura dimensionata sul carico più grande stocca aria per tutti gli altri. Due o tre tipi bastano a recuperare una parte importante del volume pagato.

6

Dimenticare le ubicazioni fuori scaffalatura

Banchina, zona contestazioni, quarantena, resi, stoccaggio a blocco a terra, scaffalatura dinamica: se non hanno un indirizzo, la giacenza che vi soggiorna scompare dal sistema. È lì che nasce la maggior parte degli scostamenti di inventario inspiegabili. Dategli un indirizzo come a tutte le altre: BAN-01, CON-01, QUA-01.

7

Non modellare il transito

Tra il prelievo e il carico, la merce è in qualche posto. Senza un'ubicazione di transito è già uscita oppure è ancora in giacenza — e in entrambi i casi è falso.

8

Etichette pensate per essere lette da vicino

Un'etichetta di vano si legge da un carrello, a diversi metri, a volte in controluce. Prevedete la dimensione del carattere, l'altezza di posa, il contrasto e un codice a barre abbastanza corto per restare denso. Le etichette dei livelli alti si scelgono in versione a lunga distanza.

L'attuazione, in 7 passi

Calcolate mezza giornata di preparazione per un magazzino di PMI e una giornata di etichettatura in due persone.

  1. Rilevare il layout reale

    Misurate: numero di corsie, campate per corsia, livelli, carichi affiancati. Annotate le zone fuori scaffalatura e i vincoli (freddo, ADR, zona chiusa). Non lavorate sul disegno dell'architetto, non corrisponde mai del tutto.

    Risultato atteso: Uno schizzo quotato del magazzino, zone comprese.

  2. Scegliere il formato e fissarlo

    Un formato, una pagina: la struttura, il separatore, il numero di cifre, le lettere escluse, il senso della numerazione. Fatelo rileggere dalla persona che allestisce gli ordini ogni giorno, non solo dalla direzione.

    Risultato atteso: Una scheda di nomenclatura di una pagina, datata e approvata.

  3. Generare gli indirizzi

    Usate il generatore di questa pagina: applica le regole di nomenclatura, segnala le anomalie ed esporta l'elenco completo in CSV.

    Risultato atteso: Il file CSV di tutte le ubicazioni.

  4. Decidere lo slotting

    Estraete lo storico dei prelievi su 6-12 mesi, classificate in ABC, incrociate con peso e ingombro, poi assegnate. Risolvete prima i vincoli non negoziabili e ottimizzate in ciò che resta.

    Risultato atteso: L'assegnazione articolo / ubicazione per la zona di picking.

  5. Etichettare

    Etichette di vano con l'indirizzo in chiaro e il codice a barre, poste a un'altezza costante. Aggiungete indicatori di corsia visibili da lontano, all'inizio e alla fine di ogni corsia. Verificate la lettura con lo scanner dalla posizione reale di lavoro, non dall'ufficio.

    Risultato atteso: Un magazzino etichettato, con lettura scanner verificata a campione.

  6. Caricare nello strumento di gestione

    Importate l'elenco delle ubicazioni, poi assegnate le giacenze esistenti. È il momento in cui un formato pulito si ripaga: un elenco omogeneo si importa senza ritocchi.

    Risultato atteso: Le ubicazioni create nello strumento, giacenze collegate.

  7. Inventario di avvio e formazione

    Contate tutto una volta, ubicazione per ubicazione, per partire da una base esatta. Poi formate: 30 minuti bastano se la nomenclatura è logica. La vera prova è far allestire un ordine a qualcuno che non ha partecipato al progetto.

    Risultato atteso: Una giacenza esatta alla data di avvio e una squadra autonoma.

Glossario dell'indirizzamento

I termini che incontrerete in preventivi, norme e software — con il loro equivalente francese.

Termine Francese Definizione
Corsia Allée Corridoio di circolazione tra due fronti di scaffalatura. Si nomina la corsia, non la scaffalatura.
Campata Travée Sezione di scaffalatura compresa tra due spalle, lungo la corsia. Unità di spostamento dell'addetto.
Livello Niveau Piano di stoccaggio all'interno di una campata, contato dal suolo verso l'alto.
Vano Alvéole Cella di stoccaggio delimitata da due traversi e due spalle, su un dato livello.
Traverso Lisse Trave orizzontale che sostiene i carichi di un livello. La sua altezza entra nel calcolo del vano.
Spalla Échelle Elemento verticale della scaffalatura. La sua portata cumulata limita il totale impilato su tutta l'altezza.
Targa di portata Plaque de charge Targa obbligatoria che indica la geometria della scaffalatura e i carichi massimi per livello (EN 15635).
Stoccaggio caotico Adressage banalisé Modalità di assegnazione in cui il sistema sceglie l'ubicazione libera più pertinente invece di un posto fisso per articolo.
Slotting Slotting Decisione di assegnazione degli articoli alle ubicazioni, incrociando rotazione, peso, volume e vincoli.
FIFO / FEFO FIFO / FEFO Primo entrato, primo uscito / primo a scadere, primo uscito. Il FEFO richiede di conoscere il lotto presente in ogni posizione.
Indice COI Indice COI Volume occupato diviso il numero di prelievi. Ordinato in modo crescente, indica gli articoli che meritano le migliori ubicazioni.
Zona di presa Zone de préhension Fascia di altezza comoda, tra metà coscia e spalla, dove collocare gli articoli più richiesti.
Sovrapposizione Gerbage Collocazione di carichi uno sopra l'altro. Alcuni carichi hanno un divieto di sovrapposizione che ne impone il livello.
Scaffalatura dinamica Rack dynamique Scaffalatura a rulli in cui il carico avanza per gravità: il FIFO è meccanico e il prelievo avviene sempre sul fronte.
Drive-in Drive-in Scaffalatura per accumulo in cui entra il carrello. Molto densa, ma accedere in fondo obbliga a estrarre ciò che sta davanti.
Doppia profondità Double profondeur Due carichi uno dietro l'altro nello stesso vano: guadagno di spazio in cambio di un accesso condizionato dal carico anteriore.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra corsia, campata e livello?

La corsia è il corridoio in cui camminate. La campata è la sezione di scaffalatura tra due spalle, lungo quella corsia. Il livello è il piano, contato dal suolo verso l'alto. Un indirizzo come A-05-C si legge quindi: corsia A, quinta campata, terzo livello.

I livelli vanno numerati o indicati con lettere?

Con lettere, iniziando dalla A a terra. Così si evita ogni confusione con il numero di campata, che è numerico. Se preferite le cifre, mantenete almeno un separatore chiaro e lo stesso numero di cifre in tutti i casi.

Quanti caratteri deve avere un indirizzo?

Puntate a una dozzina al massimo. Oltre, il codice a barre si allunga, il carattere dell'etichetta si riduce e la lettura a distanza da un carrello diventa un azzardo. Un formato a tre o quattro segmenti copre la grande maggioranza dei magazzini delle PMI.

Come si indirizza un magazzino senza scaffalature, con stoccaggio a blocco a terra?

Dividete il pavimento in zone segnate e poi in ubicazioni della dimensione di un carico, e numeratele esattamente come campate: BLK-A-01, BLK-A-02. Il livello diventa inutile e tutto il resto del metodo si applica identico.

Quanto peso si può mettere sul livello più basso?

Il limite non viene dal livello ma dalla scaffalatura: la targa di portata indica il carico massimo ammissibile per livello e per spalla. Per la movimentazione manuale, la norma francese NF X35-109 fissa 15 kg come valore accettabile e 25 kg come massimo ammissibile a determinate condizioni; il Codice del lavoro francese richiede il parere del medico del lavoro oltre i 55 kg. In Italia il riferimento è il D.Lgs. 81/2008 con le norme ISO 11228. Verificate le regole applicabili nel vostro Paese e fate convalidare le soglie dal vostro responsabile della prevenzione.

Si può cambiare indirizzamento senza rompere tutto?

Sì, ma zona per zona e mai a metà. Trattate una zona completa in una sola volta: nuove etichette, reimportazione delle ubicazioni, inventario della zona. Ciò che va assolutamente evitato è far convivere due nomenclature nella stessa corsia per settimane.

Indirizzamento fisso o caotico per una PMI?

Fisso nella zona di picking, caotico nella riserva. Il fisso mantiene l'allestimento memorizzabile e resiste a un guasto informatico; il caotico densifica la riserva, dove è comunque il sistema a guidare. Il caotico completo presuppone che ogni movimento sia registrato nel momento in cui accade.

I vostri indirizzi sono pronti. E adesso?

Il file generato qui si riprende direttamente come ubicazioni in GSE-Web, che sa anche stampare le etichette di vano con il loro codice a barre o il loro QR Code. Se volete parlarne prima di iniziare, il colloquio è gratuito e senza impegno.

Su questa risorsa

Questa guida è pubblicata da KLS-Concept, produttore di GSE-Web, software di gestione delle giacenze per PMI e istituti professionali. Il metodo descritto si applica a qualsiasi strumento, incluso un semplice foglio di calcolo: non dipende da nessun software in particolare. Uso libero, anche in formazione.

Pubblicato il 4 settembre 2026.